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Si Fabio, non hai parlato in termini di agevolazione, proponendo di non ostacolare la pillola abortiva, si agevola un metodo piu' facile e veloce per abortire...di conseguenza si agevola l'aborto..
era in questo senso che ho parlato di agevolazioni.In Italia in effetti c'e' meno liberta' in questo senso, cmq chi vuole abortire puo' farlo, a mio parere si dovrebbe sensibilizzare lo stato di non limitarsi al rifiuto della pillola abortiva , ma ad un migliore uso della 194, se proprio vogliamo scandalizzarci di come viene utilizzata la legge sull'aborto .
Bisogna vedere Fabio, se questo succede perche' i politici sono anche cattolici(quindi ispirati da un certo tipo di coscienza) , oppure perche' temono il potere della chiesa.
Io credo in un 50%, cmq proveniamo tutti da una cultura cattolica, e le radici cmq ce le portiamo dentro...in particolare chi ha avuto possibilita' di fare studi medio alti, affina una coscienza diversa di chi ha avuto scarsissime opportunita'...che poi se vai a vedere sono quelli ai quali capita di imbattersi in problemi che portano a scegliere l'aborto...ma non solo..e' la forte ingnoranza il vero problema , quello che sta dietro a tutti gli altri problemi, compreso l'aborto.
P.s. Non mi pare di aver parlato di agevolazioni. E non credo fosse retorica. Ad ognuno liberta' di scelta. In Italia, riguardo questo argomento, un po' meno liberta' di scelta.
sono d'accordo con te.
Rendere piu' facile l'aborto con la pillola molto probabilmente aumenterebbe il numero degli aborti.
Ed e' vero che un feto a due mesi e un essere umano.
E non c'e' dubbio che prima di qualunque pillola/operazione ci dovrebbe essere un miglior supporto psicologico per aiutare a prendere una scelta consapevole e serena. Migliore di quello (scarso) che c'e' oggi dove i chirurgi operano e le infermiere mettono le flebo ma nessuno cerca di aiutare la ragazza a capire che magari ci sono altre alternative.
Quello che mi dispiace vedere e ' che in Italia la chiesa e' uno dei "poteri forti" ed e' in grado di dettare l'agenda politica come in questo caso. O meglio, i politici si adeguano ancor prima che i vescovi parlino. Oppure i politici interpellano i prelati per sapere cosa pensano/desiderano come e' successo recetemente tra Ruini e alcuni esponenti Ds (o Margherita non ricordo bene) i quali volevano sapere se c'erano dei bravi cattolici da candidare per le prossime elezioni. Poiche' Storace e' di An si capisce che la chiesa ha un influenza trasversale.
Aggiungo che ho visto un po' di cose dall 'interno in quanto ho frequentato medie e liceo dai gesuiti.
Cmq Fabio al dila' della retorica liberista, incentivare i metodi per l'aborto , porta a rendere piu' facile anche abortire, mentre una 194 applicata in pieno, puo' aiutare la donna nella scelta, considerando anche a ltre opportunita', cosa che la pillola abortiva non puo' fare.
Che poi si e' divisi in abortisti e non , e' una realta', e vanno lasciate libere le pari opportunita', ma non incentivati, specie in materia cosi' delicata come un feto UMANO. Non si tratat di un girino,ma di un umano nei suoi primissimi stadi di vita...a 5 settimane hanno gia' le mani, la bocca e l'ano..a due mesi sono praticamente formati...bisognerebbe dare anche le informazioni complete, quaqndo si fa una scelta di questo genere..anche perche', forse per un uomo e' diverso, ma tutte le donne che hanno abortito s enon hanno rimpianto , non superano quasi mai lo shock ! Quindi parlare di agevolazioni..mah.. bisogna vedere sempre da quale prospettiva..
un saluto
In Italia l'aborto e' legale.
E' stato sancito con un referendum che ha un valore MOLTO piu' alto di una legge votata in parlamento.
In Italia l'aborto si esplica SOLO in sala operatoria.
Da ANNI e' in vendita una pillola che produce l'espulsione del feto senza intervento chirurgico.
In Italia questa pillola non viene venduta.
Il motivo di questa anomalia: le case farmaceutiche si sono astenute dal commercializzare il prodotto per paura della chiesa cattolica.
Diverso tempo fa in Toscana alcuni medici hanno iniziato ad introdurre la pillola (previa autorizzazione dell'assessore regionale alla salute).
Che fa il ministro della salute (che di salute non ha mai studiato/capito un tubo) ?
Scatena una guerra contro la pillora RSU adducendo stupidaggini, motivo ? I voti dei cattolici.
Io come uomo nella coppia non sceglierei mai l' aborto, ma essendo l'Italia uno stato laico, vorrei lasciare ad ognuno la liberta' di pensare,riflettere e scegliere in serenita'.
Detto questo, in Italia e' un impresa mettere su famiglia. Se avere figli fosse cosi' facile come in Danimarca..ci sarebbero meno aborti.
Bisogna garantire sempre le libere scelte , e su questo credo che sia la chiesa che lo stato siano daccordo.
La fede per chi la vive e' parte integrante del quotidiano, questo porta la chiesa a dire la propria opinione "liberamente" anche per quanto concerne la politica. Non vedo perche' dovrebbe restare "ghettizzata" e ripiegarsi su se stessa quando la fede , e questioni che concernono la coscienza e' la realta' di molti cittadini, anche di chi non e' religioso. Gli atei in fondo non sono la maggioranza , quindi e' democratico dare la parola ad una buona parte di popolo.
Ci vedo poco liberismo in chi lo denuncia nelal chiesa.
Chiarisco che la mia opinione e' da laica e non da cattolica .
Ciao a tutti!
Mi inserisco in questo dibattito facendo una premessa: vorrei distinguere tra fede, religione (e politica).
Per quel che riguarda la fede la ritengo una cosa personale. Punto.
Per quel che riguarda la religione il discorso cambia: essa è l'espressione di un certo numero di persone che credono nella stessa cosa (senza offesa per nessuno)e che perciò si danno una forma, degli stili di vita, delle strutture e quant'altro.
La nascita di punti di contatto tra religione e società genera perciò, inevitabilmente, situazioni dove uno Stato (laico per definizione tipo Italia o Danimarca)deve definire delle regole affinchè la libertà di espressione e di culto sia garantita a tutti i cittadini (siano essi credenti, agnostici o atei).
È da questo punto,secondo me, che dovrebbe partire l'analisi delle Nazioni a noi care.
In Italia, in teoria, vi è la separazione tra Stato e Chiesa: in pratica questa non esiste.
Perchè? La risposta è di non facile soluzione ma si possono evidenziare delle tracce...
Storicamente il nostro Paese ha avuto come "collante" culturale/sociale la presenza della stessa: il pensiero "forte" ancora oggi in Italia è di stampo cattolico. La presenza della Chiesa sul territorio è millenaria: ha visto cadere imperatori romani e ducetti emiliani. Lo Stato italiano è un'invenzione molto più recente...
La seconda traccia è che la Chiesa Cattolica (essa stessa) è addirittura uno Stato che gode del privilegio di sedere alle Nazioni Unite ed, in quanto tale, non dovrebbe ingerire negli affari interni di un qualsiasi altro Stato sovrano.
Bene, la Chiesa Cattolica ha usato nel corso dei secoli questa sua autorità spirituale mantenendosi su un binario (possibile) di ambiguità da una parte chiamandosi fuori dalle questioni italiane, ma dall'altra "auspicando" desiderata.
È proprio la politica del doppio-binario (attuata dalla Chiesa)che ha portato e porta a stridori evidenti allorquando si parla di politica in Italia.
È la storia di religiosi che godono di uno "status" particolare - pur essendo cittadini italiani: rispondono ad un "Capo" che sta' all'estero!!!
Ecco l'ambiguità da risolvere!
D'altra parte avere il Vaticano nel cuore di Roma è paragonabile a cercare di ascoltare musica classica con le cuffiette quando si è davanti, ma proprio davanti, alle mega-casse di un concertone rock. Senza essere stati invitati o avvertiti o aver comprato il biglietto!?!
Non è la religione in sé o, in senso lato, la spiritualità ad essere il problema. Io rispetto quasi tutte le idee (permettetemi di escludere l'idea nazista, chi professa lo sterminio e il razzismo e altre atrocità di questo genere) e rispetto quindi anche chi decide di coltivare la propria coscienza in modo "spirituale". Da criticare, e all'occorrenza condannare, sono a mio parere le chiese, gli apparati religiosi di qualunque credo, quelle strutture ormai industriali che esistono solo per garantire la sopravvivenza di ricchi vescovi e cardinali i quali sono, temo, molto poco interessati alle sorti del mondo e dei suoi relitti e sono così lontani dalle centinaia di preti, suore e volontari civili che nei posti più disperati del mondo spendono le loro vite ad aiutare il loro prossimo avendo fatto (loro sì) una scelta di valori e di partecipazione.
Vorrei vedere meno ori, baciamani e mantelli, meno ipocrisia e falsi moralismi. Se il papa, invece di invitare a pregare si spogliasse dei suoi preziosi e candidi abiti e si sporcasse le mani come madre teresa o come l'ultimo dei missionari comboniani, forse ciò che rappresenta sarebbe più chiaro e accettabile.
Ciao! Marino.
E' vero che la chiesa, come ogni altra istituzione umana (compreso quella politica), difetta in molte cose...
io diffido da chi cmq nega quei valori che vanno al dila' del materialismo , cercando di distruggere lo spirito religioso , e le religioni che lo alimentano, uniche fonti che risvegliano la coscienza spesso latente , alla quale tendiamo .I risultati della mancanza di valori sono evidenti , e chi non se ne accorge credo abbia una coscienza in forte letargo .
Una simbiosi tra valori religiosi ( per quanto celati dietro allegorie ) e politici , sono la migliore garanzia di protezione per noi e le generazioni future, a partire dai nostri figli .
Secondo un'antica definizione scolastica, la Politica è "l'Arte di governare le società". Il termine, di derivazione greca (da polis, città), si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare (per scelta popolare in democrazia, o per altre ragioni in altri sistemi), quanto al confronto ideale finalizzato all'accesso all'attività di governo.
Quando di parla, quindi, di politica si intende anche la politica (in quanto Governo) della Chiesa che altro non fa che i propri interessi. Nel momento in cui decidiamo di voler vivere “democraticamente” il nostro senso civico ci suggerisce che dobbiamo accettare anche l’esistenza di una sistema sociale come quello religioso (di qualunque provenienza) oppure, se lo riteniamo necessario, combatterlo con le armi della discussione, del confronto oppure del conflitto o della indifferenza.
I sistemi di governo da migliaia di anni sfruttano la credulità, la paura dell’ignoto e l’ignoranza dei popoli per accrescere il proprio potere. Si dice che la religione sia l’oppio dei popoli, una droga che intontisce, che illude chi soffre promettendogli che sarà ricompensato... il paradiso ben vale una vita di dolore e povertà!
Pensate che grande invenzione è stata convincere mezzo mondo che “gli ultimi saranno i primi”... che inquietante bugia! e come per tutte le bugie ben confezionate, chi è disperato alla fine ci crede davvero.
L’Unione Sovietica aveva introdotto l’ateismo di Stato che altro non era che una copia della religione di Stato: una fede in cambio di un’altra.
Alla fine ciò che conta è che tutti credano in qualcosa. Qualcosa che si possa manipolare. Qualcosa che è vietato criticare. Qualcosa che sta al di sopra di tutti (o di quasi tutti). Qualcosa che non ha volto, non ha odore, non ha colore, non ha voce, a cui chi comanda può dare il volto, l’odore, il colore, la voce che vuole, che più gli conviene.
Sì è vero, in Italia la Chiesa è molto presente e spesso “mette il naso” in faccende che dovrebbero prima di tutto essere oggetto di discussione civile, ma vi inviterei a fare un salto in chiesa la domenica mattina per contare quanta gente ci va, e tra quelli che ci vanno, quanti ne sono convinti e quanti ci vanno solo per abitudine, per tradizione o perché in qualche modo costretti?
I “praticanti” sono sempre meno e i comportamenti sono sempre più in conflitto con il “credo”.
Alla fine è tutto una grande ipocrisia, un’industria spirituale, un business che conviene a troppa gente e la Chiesa si adegua alla domanda del mercato.
Nel corso dei prossimi 10/20 anni elimineranno il celibato, le suore potranno dire messa, il divorzio sarà concesso (purché ci si cosparga il capo di cenere in vendita nelle apposite bustine benedette), le nozze tra omosessuali potranno celebrarsi con gli sposi rivolti di spalle all’altare e chissà quante altre nuove regole saranno introdotte pur di attrarre “clienti” desiderosi di guadagnarsi una nuvoletta in cielo per l’eternità.
Lo so, è una battaglia persa in partenza, come Don Chisciotte contro i mulini a vento, ma sono convinto che certi fenomeni esistono e prosperano perché anche chi li critica gli dà spazio.
Pensate a cosa è riuscito ad organizzare il Vaticano con il funerale di Giovanni Paolo II. Un evento mediatico gigantesco che ha fatto muovere e commuovere milioni di persone, anche chi non si era mai sentito coinvolto. Anch’io mi sono ritrovato a guardare la televisione, sbalordito da quella massa pazzesca di persone in coda per ore e ore. Certo guardavo con occhio critico... ma guardavo! E come me chissà quanti altri che forse hanno cambiato un po’ idea, forse si sono detti “però doveva essere proprio una bella persona quel papa lì”.
E’ tutto spettacolo. In televisione guardiamo (e perciò aiutiamo a vivere) tutti quelli che ci passano, i bravi e quelli che fanno schifo. Sono convinto che il vecchio papa polacco sia morto molte ore prima di quando ce l’hanno comunicato (con tanto di ore, minuti e secondi sullo schermo). Lo show doveva essere il più lungo della storia moderna dei papi, la tensione doveva crescere come in un film di Spielberg per poi liberarsi in un applauso liberatorio per il papa nuovo nel sole di piazza San Pietro! Avete notato la trovata (geniale) della bara di legno grezzo, senza ori né miniature preziose... solo legno. Neanche il migliore dei pubblicitari sarebbe riuscito a trovare un simbolo migliore per promuovere l’umiltà della grande Chiesa romana, la sua vicinanza a Cristo e a tutti i disgraziati che hanno un posto prenotato in Paradiso!
Amen. :) (ciao)