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Siamo (visti come) un paese di piagnucoloni?

di Gino Rocca
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Questo finesettima è uscito su WeekendAvisen l' articolo tratto dal nostro critico dibattito sulla sanità danese ed in particolare sul rapporto col medico generico.
Come forse saprete, la redazione di un giornale ha il dirittto di scegliere il titolo dell' articolo stesso.


Ebbene il giornale ha scelto di scrivere: "Jeg kommer så fra en pylrenation", il che dovrebbe significare "Allore provengo da un peaese di piagnucoloni".

Non ci ho fatto molto caso all' inizio, ma poi mi è venuto in mente il sospetto che la scelta non sia casuale. Il fatto di scegliere questo titolo corrisponde forse alla immagine che non solo il mio dottore, ma i danesi in generale hanno degli italiani? Siamo visti cosi?

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| commenti in ordine cronologico
 
Il 2006-05-28 Elisabeth Elkjær in Cigna scrive:
Il male e le malattie sono ugu

Nella cultura Scandinava in generale si dimostra di stare male ritirandosi e al massimo gemendosi silenziosamente! Un esempio della vita reale:
Quando mia madre partorì uno dei miei fratelli, abitavamo in Cile. Sfortunatamente lei partorì in un’ambulanza per strada al ospedale e da buona Scandinava (Finlandese) non gridò ne pianse. Mio padre disse al autista che ora non c’era più fretta, visto che il bambino era nato ed era sano. L’autista rispose che non potava essere perché non l’aveva sentita e “quando mia moglie partorì, lo aveva sentito tutto il paese”. Mio padre lo assicurò che il bambino era nato, dopo di che l’autista disse: “Allora sua moglie è morta” e mise le sirene e corse ancora più veloce!
Ora, mia madre ha sofferto tanto quanto tutte le donne del mondo, lei lo dimostrava diversamente, ma ha sofferto.
 

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Il 2006-05-26 Gyllan Stensbo scrive:
Ed io l'ho sempre preso molto seriosamente quando una persona - italiano o danese che sia - si è lamentata di un male. Mi preoccupo e cerco di aiutare o trovare una soluzione, almeno qualcosa da fare per farla stare meglio.
E poì mi sento un po' frustrato scroprendo (? - så føler jeg mig noget frustreret ved at opdage) che non è niente, che non significa un gran po'.
M'avete capito?
Saluti
Gyllan
 

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Il 2006-05-24 Gino Rocca scrive:
La mia ex (danese) una volta mi confessò che, sebbene le dispiacesse che avessi mal di testa, non riusciva a capire perchè non andassi a coricarmi e dormire invece di lamentarmi.


Quello che non sapeva è che è lamentandomi che mi faccio passare il mal di testa :-)

 

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Il 2006-05-24 Marino Marini scrive:
... non è che quella dei danesi sia un po' "invida del piagnucolone frustrato"?.. Piagnucolare può essere liberatorio e poi se si piagnucola in compagnia magari alla fine ci scappa pure una bella amicizia! :) A meno che non si pensi che piagnucolare sia prerogativa da tøsedrenge e da donnicciole deboli e indifese...(!)... Rivendico il mio diritto sacrosanto a piagnucolare, e chissà che per farmi smettere qualcuno non mi offra un invito a cena! :)
 

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Il 2006-05-24 Luca Bonomi scrive:
è vero, siamo un popolo di piagnucoloni...
Ma i danesi non sanno che noi paghiamo il ticket negli ospedali, aspettiamo mesi per una visita ospedaliera, paghiamo quasi tante tasse quanto loro, non abbiamo il dentista gratis da bambini, da noi fa più caldo quindi le materie organiche (inclusi gli esseri umani!!!) tendono a deperire più in fretta, il sole provoca dermatiti, siamo mediamente più grassi perchè il cibo che ci danno è più gustoso, la densità di popolazione è molto alta ed è più facile che si trasmettano epidemie, a 18 anni non possiamo andarcene di casa perchè non abbiamo i soldi per farlo, non abbiamo l'SU, nè lo stipendio da arbejdloes, non abbiamo la possibilità (tranne pochi ricconi) di andare a studiare all'università a 45 anni perchè ci siamo stufati di lavorare, usciamo da 5 anni di governo Berlusconi, non possiamo permetterci di fare i bohemienne solo perchè fa figo, i mezzi pubblici non sono mai in orario, i nostri mari sono meno pescosi, le nostre terre più aride e rocciose.. etc etc (qualcuno vuole continuare la lista??)
Ma con tutti questi problemi, lasciateci almeno frignare un pochino!!!
 

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Il 2006-05-23 Achille scrive:
Ciao

Il fatto di essere un popolo di piagnucoloni potrebbe essere legato al fatto di essere (anche !) un popolo di "mammoni" e se la mamma (o la zia o la nonna) ritiene che il bimbo necessita di una visita medica ed.... il gioco é fatto!
Se si guarda alle statistiche peró sembra che in realtá la mamma del piagnucolone non ha passaporto! Nel 2002-2003,secondo OECD Health, le visite dal medico per persona sono identiche per l`Italia e la Danimarca: esattamente 6,1 per persona per anno.
Se si considera poi che qui i fumatori sono il 28% della popolazione contro il 24% in Italia, che i tumori al seno sono 30,4 per ogni 1000 donne qui contro i 22 in Italia e che la vita media in Italia è superiore a quella danese (per entrambi i sessi)...non mi dispiace poi tanto l´essere nato in una nazione di piagnucoloni.

saluti a tutti
 

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Il 2006-05-23 Marino Marini scrive:
piagnucolare...

Non lo so se gli italiani siano piagnucoloni perché vanno dal medico e perché si preoccupano tanto della salute. Mi viene in mente un saluto comune sia ai danesi che agli italiani che, però sono espressi con finalità diverse. L'italiano "come va?" e il danese "hvordan går det?" che letteralmente hanno lo stesso significato ma che in realtà per gli italiani è inteso a chiedere innanzitutto informazioni sulla salute... infatti la risposta spesso è "va benone, a parte un dolorino alla spalla...". I danesi invece, secondo me, pongono la domanda in senso più ampio, che si riferisce alla vita in generale e spesso la risposta è tanto ermetica quanto universale la domanda: "ja, det går fint...". Gli italici più legati alle esigenze primarie (mangiare, dormire, arrangiarsi) e i danesi all'introspezione, alla qualità della vita in senso strettamente intimistico? Non lo so. Personalmente preferisco usare meno farmaci possibile e usare metodi naturali per risolvere problemi di entità gestibili da sé. Certo se sono costretto ad andare dal dottore non me ne faccio un problema... non per questo mi sento debole socialmente. Però più che questo, leggendo gli altri interventi, mi ha attratto il ripetuto utilizzo di una parola e il mio cervello vi si è fermato per giocherellare un po'. "PIAGNUCOLARE" dal verbo Piangere, da cui il sostantivo Piagnucolone (Lagnoso, Piagnone)...Piagnucolare si può dire in tanti modi diversi: piangere sommessamente, frignare, gemere, mugolare, lamentarsi, lagnarsi, crucciarsi, rammaricarsi, recriminare e sono solo quelli che mi sono venuti in mente adesso... sono sicuro che esistono altri sinonimi. Quanti colori differenti da dare alla stessa parola che però assume tonalità diverse a seconda del sinonimo che si utilizza, quante storie , quanta ricchezza, quante immagini... e che gran mal di testa!! Amici danesi, ma vi rendete conto dello sforzo che dobbiamo fare solo per parlare? Sfido che poi il pomeriggio sentiamo il bisogno di fare una pennichella e che ogni tanto ci lamentiamo per l'emicrania! Ops... scusate... ho piagnucolato !! :)) Ciao!!
 

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Il 2006-05-23 ludovica scrive:
bravo Gino, sono molto fiera di te. é un grande contributo al miglioramento della nostra immagine nazionale di mammoni piagnucoloni spaghettari.



comunque, in segretezza assoluta ti posso consigliare di comprarti un tubo di Voltaren la prossima volta che sei in Italia e di utilizzarlo per minimizzare il numero di giorni in cui zoppicare dovessero accaderti cose simili in futuro.



anche qui ti raccomando la massima segretezza: se qualcuno ti fa domande su eventuali medicine arriccia il naso ed assumi l'aria di uno che é fiero di non essere mai entrato in una farmacia.



ricordati anche di aggiungere che nonostante i dolori lancinanti che ovviamente non ti portavano a fare la minima smorfia data la tua enorme forza d'animo e l'abilitá innata di nascondere il dolore fisico per non disturbare la felicitá dei tuoi amici e conoscenti, sei ovviamente andato al lavoro lo stesso ed hai completato quello che dovevi prima dello scadere della deadline.



ah!
 

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Il 2006-05-23 Gino Rocca scrive:


Domenica scorsa, durante la mia prima partita della stagion mi sono infortunato. Uno strappo muscolare, forse qualcosa di più grave. Ho zoppicato per tre giorni e mi fa ancora male. Ma ho stretto i denti, me ne sono andato a piedi a casa. E non sono nemmeno andato dal medico! Che dite?
Mi sto integrando bene? Quando avrò imparato a mangiare il leverpostej, considererò di chiedere il passaporto danese...



PS Domenica dovevemo giocare Italia-Brasile, ma i brasiliani si sono ritirati spaventati da quattro gocce di pioggia (forse per paura di predere il raffreddore?). Probabilmente il piagnucolismo non lo abbiamo inventato noi.

 

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Il 2006-05-23 ludovica scrive:
Un paese di piagnucoloni: é questa l’immagine che i danesi in generale hanno degli italiani?



Si, secondo Lone che non si limita a confermare che siamo visti come piagnucoloni. Lo siamo. Dei piagnucoloni terribili (nogle værre pylrehoveder). Quindi prendo due piccioni con una fava e mi riallaccio a Camilla e Luca che apertamente e con semplicitá domandano ‘perchè gli scandinavi ci guardano dall' alto in basso?’. Una delle risposte è che, per esempio, ci ritengono dei piagnucoloni.



Sono d’accordo con te Lone. Molti danesi vengono educati, cresciuti, abituati a considerare il dolore fisico ed i sintomi delle malattie come un segno di debolezza d’animo. Moltissimi bambini imparano sin dalla prima infanzia, che trascorrono praticamente nelle istituzioni, a non essere presi sul serio, ad essere consolati con un cocktail di freddezza e distacco e ad essere talt ned til quando hanno bisogno, per esempio se si fanno male, di conforto, una carezza, una tenerezza, un abbraccio. In famiglia il trattamento spesso non è molto diverso. Il tuo esempio di come hai dovuto aspettare fino al giorno dopo con un braccio rotto è uno dei tanti che ho sentito, ed a cui sono stata spettatrice negli anni trascorsi in Danimarca. Si, perché io sono italiana e spesso i genitori italiani, sia le mamme che i papá, sono pylrehoveder e hysteriske riguardo ai figli (sono una mamma anch’io). Che è poi un’altro dei motivi che aggiungerei alla lista del perchè gli scandinavi ci guardano dall' alto in basso. Alla stragrande maggioranza dei bambini italiani non verrebbe ‘permesso’ di andarsene in giro con il naso colante muco verdastro, la bronchite cronica, ed un madpakke freddo e secco dopo una nottata in frigo, e che da noi a sud verrebbe considerata merenda piuttosto che merenda mattutina, pranzo, e spuntino pomeridiano.



L’uso di medicine viene ‘commentato’ da alcune persone in modo sprezzante. Ma è vero che i danesi fanno uso minore di medicine degli italiani e degli stranieri in genere?



Si sa che a volte fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Le informazioni che abbiamo a disposizione ci vengono regalate da statistiche nazionali ed europee, e sono principalmente di due tipi. Sono il risultato di domande fatte alla gente (per esempio, ‘quante pillole di paracetamolo prendi alla settimana: 1, 2, 3, piú di 3). Oppure quello di osservazioni e dati concreti, per esempio provenienti da statistiche mediche e farmaceutiche. Il primo metodo ci fornisce delle informazioni di come la gente percepisce se stessa e il suo ambiente. Il secondo su quello che succede realmente. Grazie ad internet abbiamo un’accesso praticamente illimitato a statistiche nationali ed Europee. Quindi Lone ti invito a dare un’occhiata a quelle che riguardano l’uso di medicinali da parte dei danesi. Per esempio quello delle cosidette lykkepiller, di medicinali dati ai bambini a cui viene constatato il problema DAMP, e di paracetamolo contro spossatezza e mal di testa.



Il medico Italiano certo è piú veloce nel prescrivere antibiotici specifici (e non di spettro generale come qui). Probabilmente in molti casi che tu definisci banali. Anche il concetto di banalitá ha un’impronta culturale. Qui per esempio i bambini (ed anche molti adulti!) hanno avuto la polmonite. È un fatto normale. La maggior parte dei bambini che conosco ha avuto la polmonite una o piú volte. Il tuo commento (ostetrica per ora senza nome!) sul fatto specifico che i tuoi figli si ammalino meno di quelli di tua sorella e sul vostro uso minore del medico è certamente vero ma anche qui sarebbero interessanti le statistiche.



In compenso qui in Danimarca si fa uso sfrenato di antibiotici negli infiniti allevamenti industriali di maiali (anche questo un problema per lo sviluppo di batteri ‘resistenti’). E si sa, leverpostej oggi, leverpostej domani chissá dove vanno poi a finire……..
 

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Il 2006-05-23 Giulia pataro scrive:
Ciao Adri,
sapessi quante volte, in veste di ostetrica mi sono trovata a discutere questi temi! Da parte mia sempre con il desiderio di essere aperta ai bisogni delle pazienti, cercando innanzitutto di sostenerle ed aiutarle a trovare la via giusta per loro stesse.
Un'epidurale é apparentemente la soluzione piú semplice, ma non senza rischi e non sempre quella che alla fin fine ti rende piú soddisfatta, fiera, appagata.
Il che non vuol dire che in alternativa devi soffrire come una bestia abbandonata, o come una cavernicola piombata nell'era sbagliata....se si é sostenuti in maniera impegnata e seria, esistono tante soluzioni che tengono conto di bisogni strettamente individuali, che comprendono anche possibilitá di sviluppo e crescita personale e che naturalmente alleviano il dolore e rendono il parto un'esperienza altamente positiva!
Come partoriente mi sentirei piú "vista" e presa in considerazione se la mia ostetrica mi dedicasse tutta la sua attenzione ed esperienza, piuttosto che usasse quei 3 minuti che ci vogliono a prenotare un'epidurale.
Poi, puó benissimo essere che l'attenzione e l'esperienza dell'ostetrica porti lo stesso all'epidurale, ma perché IO, proprio IO ne ho necessitá, e non perché partorire é doloroso, quindi possiamo anestetizzarci tutte fin dall'inizio!
Inoltre, tu citi il rispetto per il proprio corpo...giustamente!
Hai osservato alcune pubblicitá di medecinali sulle reti televisive italiane?
Pubblicizzano trattamenti anti-sintomatici d'ogni genere allo scopo di non costringerti a ridurre le tue attivitá giornaliere (testualmente : lavoro, una cena con amici, una partita a tennis).
É questo rispetto per il proprio corpo?
É vero che il mal di testa é doloroso, il raffreddore fastidioso, il mal di schiena limitante, ma é proprio qui che il corpo chiede ascolto e rispetto...fermiamoci, e lasciamolo guarire! I sintomi ci aiutano a capire a che punto del processo di guarigione ci troviamo, e di quanto riposo in piú necessitiamo, se li mettiamo a tacere 24 su 24, allora sí che affidiamo alle case farmaceutiche il nostro futuro.
Quanto all'andare dal dottore in ogni momento, devo dire che paragonandomi a mia sorella in Italia, con figli della stessa etá, noi qui usiamo il medico MOLTO meno...ma i miei figli si ammalano meno dei suoi, guariscono piú velocemente ed assumono un minor quantitativo di prodotti chimici!
Mia sorella stessa afferma di essere attratta dal sistema danese e spesso mi chiama per discutere la necessitá di portare uno dei suoi pargoli dal pediatra, che sicuramente prescriverá l'ennesimo sciroppo per la tosse! Sciroppi il cui reale beneficio é categoricamente negato dalle ricerche scientifiche internazionali.....ma gli italiani non vengono informati...e si accontentano dell'effetto placebo!
In compenso devo ammettere che l'energia, e la caparbietá che si devono sfoderare qui in Danimarca, per aver accesso a cure o ad esami quando questi si ritengono necessari sono del tutto fuori proporzione!
Ogni paese ha i suoi pro ed i suoi contro, ed io credo che sia necessario lasciar spazio ad un'apertura mentale che ci consenta di imparare qualcosa dal sistema danese, d'insegnare ai danesi ció che di positivo abbiamo in valigia e di valutare sempre i nostri bisogni, cercando innanzitutto la salute ma anche una via di sviluppo personale...nel bene e nel male.
 

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Il 2006-05-22 adri scrive:
prima i bambini nascevano anc

certo tanti anni fa si partoriva da soli, a casa e sicuramente i cavernicoli non conoscevano l'epidurale o l'agopuntura e partorivano nelle caverne e nei boschi senza l'aiuto di un ostetrica.
ma allora perché tanti si sono impegnati nella ricerca scientifica?
per continuare a vivere come nella preistoria dove non cérano antibiotici e vivin c, oppure si sono impegnati per dare a tutti un livello di vita migliore?
io credo che in tutte le cose ci debba essere una via di mezzo.
esagerare con medicine e visite dal dottore non va bene, ma prevenire e curare e rispettare il proprio corpo é fondamentale. non c´é nessun premio per chi vuole fare l'eroe e non prendere una pillola per il mal di testa...rimane il mal di testa e basta.
in fondo penso anche che questo concetto di non andare dal dottore sia stato inculcato da scuola e stato per risparmiare su i costi del paese.
 

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Il 2006-05-22 Lone Sæderup scrive:
Det korte svar er: ja, italienerne er nogle værre pyldrehoveder. De render til lægen for et godt ord, kan ikke tåle smerte og har et overforbrug af antibiotika. Danskerne er nogle hårde hunde, der kan tåle en masse smerte og i øvrigt først går til lægen, når de er så godt som døde.
Sandheden er nok, at mange danskere er opdraget til at opfatte smerte og andre sygdomssymptomer som svaghedstegn. Da jeg som barn brækkede en arm midt på eftermiddagen, kom jeg først til vores egen læge næste formiddag og derefter på skadestuen! Enhver brug af smertestillende medicin bliver kommenteret, og jo mindre man bruger, desto bedre er det. Lise Nørgaard fortæller stolt i sine erindringer, hvordan hun næsten aldrig har taget en hovedpinepille, og derfor kunne hun ved sin første fødsel nøjes med en halv aspirin! I Weekendavisen har der også været en del debat om den danske fødselskultur, hvor det bedste er at føde uden nogen form for smertestillende midler.
Derfor kan vi have svært ved at forstå f.eks. italienere, men også andre nationaliteter, når de gerne vil behandles for noget, som vi betragter som banaliteter.
Spørgsmålet er så, hvor mange af disse behandlinger, der reelt virker. Jeg er ikke i tvivl om, at der er mange effektive behandlinger, som vi danskere i vores mistro til læger og medicin afviser, men man kan heller ikke komme udenom, at der i Sydeuropa og mange andre steder har været en lidt for generøs brug af antibiotika, som har ført til alvorlige problemer med multiresistente bakterier.
Løsningen kan kun være det, vi gør her. Fortælle hinanden om vores forskellige opfattelser af verden og forhåbentligt også lytte til det sagte, så vi bedre kan forstå hinanden.
 

replica al commento di Lone Sæderup

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